Walter Veltroni torna a far sentire la sua voce in difesa del Pd che definisce "progetto d'avanguardia" e pur chiarendo di voler rimanere "fuori da un certo tipo di battaglia politica" invita a non "tornare indietro" perché sarebbe "un errore".
L'ex segretario del Pd torna a dire la sua e "a due anni dal Lingotto" e convoca un'iniziativa che si terrà il 2 luglio a Roma. "Sarà il modo per dire - spiega Veltroni - che i grandi obiettivi attorno ai quali ci eravamo ritrovati allora, "fare un'Italia nuova", unire gli italiani, aprire una nuova stagione di governo per il Paese, sono gli stessi di quelli che oggi attendono il Partito Democratico. Dovremo tutti esserne all'altezza".
All'iniziativa promossa da Veltroni ci saranno anche Francesca Barracciu, Tito Boeri, Sergio Chiamparino, Paolo Gentiloni, Pietro Ichino, Andrea Martella, David Sassoli, Aldo Schiavone, Debora Serracchiani.
Ma non sarà una manifestazione di 'corrente' precisa Veltroni in un intervento su Facebook: "Sarà quanto di più lontano, lo dico a scanso di equivoci e in nome di una assoluta ripugnanza per le vecchie e deleterie logiche correntizie, dell'ennesimo incontro di una componente che si vede per "pesare" nella vita interna di un partito.Chi si aspetta questo può anche non venire, quel giorno".
Veltroni sostiene che a due anni dal Lingotto, "il tempo non è trascorso invano" e che "il popolo delle primarie ha fatto nascere il Partito Democratico, in Italia c'è finalmente una grande forza che unisce le tradizioni e le nuove idee dei riformisti. Il sogno che alcuni di noi coltivavano da anni si è realizzato".
Ma spiega perché adesso ritenga "opportuno, in questo momento, tornare a dire quel che penso: è perché avverto - dice - che il nostro progetto, il progetto del Partito Democratico, è messo in discussione. E' perché sento che attorno ad esso si muovono richiami antichi, perché le tensioni tornano e aumentano, perché si arriva dire che forse sarebbe meglio lasciar perdere il Pd oppure ridurne le ambizioni trasformandolo in un frammento minoritario di uno schieramento senza un disegno riformista".
"Vorrei essere chiaro - prosegue - io sono e rimarrò fuori da un certo tipo di battaglia politica. Una cosa, però, sento di doverla sottolineare: di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ritorni ad un passato che ha poco da dire. L'idea del Partito Democratico, come dimostra il voto europeo, e' un progetto d'avanguardia, e l'idea di tornare indietro, in modo palese o camuffato, e' un errore. Ci vuole piu' riformismo, piu' modernita', non il ritorno ad antiche e inesistenti certezze".
"E' davanti a noi che ci sono possibilità enormi - dice Veltroni - molto più grandi di quanto il quadro complessivo e la nostra attuale situazione potrebbero far pensare. Una lunga stagione, per la destra e i conservatori, si sta chiudendo. Anche, se non soprattutto, in Italia, dove molti segnali stanno dimostrando che il "berlusconismo" ha iniziato la sua parabola discendente. Guai, però, a pensare che questo significhi automaticamente, come per inerzia, successo dei riformisti. Non c'e' risultato che non passi attraverso il lavoro, le idee, la capacita' di innovazione, la responsabilità".
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