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24 mar 2011

Recensione Rolex Oysterquartz

Rolex Oysterquartz Ref. 17000

con raro quadrante nero
oysterqz1 Rolex Oysterquartz, un esempio di stile incompreso
Facciamo un tuffo nel passato, oramai neanche tanto recente, per ricordare quarant’anni fa come il quarzo dettava legge anche tra i marchi prestigiosi. Persino la Patek Philippe aveva adottato in parecchi suoi modelli movimenti elettronici!!! Da Audemars Piguet passando per Jaeger-la-Coultre per finire a Vacheron Constantin, si erano tutti convertiti a questa tecnologia. Anni cupi.
La Rolex entrò nel C.E.H. (Centre Elettronique Horologère) nell’intento di realizzare il sogno di molti: l’orologio al quarzo.
Il primo modello venne alla luce nel 1970 con cassa in oro giallo 18k e pochissimi esemplari in oro bianco.
Intorno al 1977 la Maison equipaggia i suoi Oysterquartz con un movimento ibrido, metà meccanico e metà elettronico.
La referenza 17000 nella sua eleganza di unico Oyster dalle forme squadrate è oggi un modello che sale costantemente di valore anno dopo anno. Identico nelle forme al rarissimo 1530 che monta però un calibro automatico 1570.
oysterqz2 Rolex Oysterquartz, un esempio di stile incompreso
Non ci sarebbe da stupirsi se la Rolex ritirasse fuori tra qualche anno dal cassetto queste affilate forme. Milgauss docet.
contaminuti

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